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Il palazzo è situato nella suggestiva cornice del centro storico di Salve, all’incrocio di Piazza Repubblica con Via Crocifisso, i lati che si affacciano sulle vie si avvalgono di pochi elementi che però bastano a dare l’impronta del periodo in cui il palazzo fu costruito.

Il portale è delimitato da una sola fila di bugnato, le cui pietre sono disposte secondo uno schema comune a molti portali delle città sul mare Salentine, ed il portone è di legno di quercia.

I due balconi di pietra panciuti, disposti sui due lati estremi delle facciate, si allargano verso la strada quasi a forma di semicerchio e poggiano su cinque grandi mensole. Queste, oltre a rispondere ad una esigenza statica, contribuiscono a dare all’insieme un senso di corposità e di robustezza tali da esaltare l’idea di fragilità che sembrano darci le sovrastanti logge in ferro battuto.

Ma il vero gioiello della costruzione è costituito dal cortile interno in cui la grazia degli ornamenti barocchi si accorda perfettamente con la snellezza delle linee architettoniche.

Sul lato opposto al portone d’entrata si staccano due altissimi pilastri, che proseguono fino al secondo piano, ricchi di ornamenti e su cui poggia l’insieme degli archi finemente ricamati.

Volute, targhe, teste di angeli e motivi floreali si intrecciano abilmente, mentre le colonnine che delimitano le logge hanno una forma esile e snella che ben si adatta al resto delle decorazioni. Su ognuna delle colonnine compare inciso il “giglio fiorentino”, particolare che, insieme ad una rappresentazione allegorica del “bafometto” presente sempre nella facciata, datano la costruzione al milledue, milletrecento.

Particolare caratteristica del cortile infine è il largo uso di motivi religiosi : oltre a due bassorilievi che raffigurano due (di quattro) stagioni: la Primavera e l’Estate, sono presenti infatti diverse teste alate di angelo, una formella rappresentante il “Sacrificio di Isacco” ed un’altro bassorilievo rappresentante “Gli uccelli mangiano l’uva della vigna”. Nella veranda al pianterreno è visibile il bassorilievo del “Cronos” e sulle scale, infine, al primo piano, è scolpita un’ altra scultura religiosa rappresentante la “Vergine Maria”.

Storia e proprietari del palazzo

La storia di Salve narra che in questo palazzo vivesse la famiglia dei Ceuli, originaria della Spagna, e da qui il nome di Palazzo Ceuli.

Il Palazzo ed il ceppo della famiglia esistevano già prima, con Pomponio Ceuli (1590) e Tiberio Ceuli (1629) illustri poeti, ma notizie certe se ne trovano solo a partire dal 1700 con Tommaso Leonardo Scipione Ceuli (1708-1773), figlio di Girolamo Ceuli e Dorotea Citto.

Scipione Ceuli sposò Giovanna Protopapa di Morciano e abitava appunto a Salve nell’antica strada “del Persico” con la moglie ed i figli Don Girolamo (sacerdote), Antonio, Vito e Giuseppe.

Altra notizia certa è che il proprietario Scipione Ceuli nel 1770 diede l’incarico al rinominato architetto Felice de Palma di Alessano di abbellire il cortile e la scala dando così al Palazzo la fisionomia attuale.

Alla sua morte (20-06-1773) la metà del palazzo con il cortile andò al figlio Giuseppe Ceuli e l’altra metà al figlio Vito e oggi, per discendenza, ai De Donatis. Gli altri figli ebbero altre eredità, terre o altro.

La metà dal figlio Giuseppe (+1785) passò a sua figlia Rosalba Ceuli ( + 05-03-1857), la quale andò in sposa a Benedetto Montinari dal quale ebbe due figlie: Irene e Vincenza (+ 23-12-1931).

Quest’ultima ereditò il Palazzo e andò in sposa a Salvatore Mauro, i due ebbero una sola figlia : Consiglia Mauro, andata in sposa a Pasquale Pisanò di Torrepaduli, notaro.

La coppia non ebbe figli e così Consiglia vendette nel luglio del 1939 il Palazzo ai figli della cugina Luigia Mauro. Consiglia poi morì nell’agosto dello stesso anno.

Monsignor Giuseppe Pepe (21-03-1915) – (17-04-2001) uno dei cugini, acquisì la parte del Palazzo con il cortile ove abita l’attuale proprietaria Maria Luisa Pepe, nipote del sacerdote, venutane in possesso per donazione.

Maria Luisa ha trasformato oggi una parte del Palazzo nel “B&B Palazzo Ceuli” e lo gestisce direttamente.